di Paolo Panni - pannipaolo@gmail.com
Il “Fiore della Vita” nella sua forma più semplice è chiamato anche "Sesto giorno della Genesi" poiché ottenuto dalla 'rotazione' di sei cerchi o sfere, corrispondenti ognuna ad un giorno della Creazione. Esso rappresenta la struttura interna del Creato, ed il suo completamento. È un simbolo antichissimo, che è stato trovato in tutto il mondo ed in ogni cultura. Era conosciuto, ad esempio, dai primi cristiani copti, che lo incisero sulle pareti del tempio di Ibis, a El Kharga o nelle mura dell'Osireion di Abydo; dagli Etruschi, raffigurato sullo scudo di un guerriero in un bassorilievo nelle rovine di Vetulonia; dai Cinesi, nell'ex dimora dell'Imperatore, inciso sotto le zampe di un leone solare; dagli Ebrei, che lo raffigurarono all'interno del Tempio di Gerusalemme. Presso gli antichi Celti veniva interpretato come simbolo in movimento; pertanto rappresentava la potenza vivificatrice e generatrice del Sole: l’astro trasmetterebbe al segno il suo potere guaritore e protettivo. Propizierebbe una nascita e una vita fortunate: ecco quindi che non sembra affatto un caso, quindi, che questo simbolo emerga, molto spesso, in luoghi bisognosi di protezione e di difesa, quali le serrature e le culle dei neonati. Il fatto di essere riferito al numero 6, che simboleggia la Creazione, lo accomuna inoltre alla "Ruota della Vita" a sei raggi, che simboleggia l'alternarsi delle stagioni e delle vicende umane, ed all'Esagramma che, come il Fiore della Vita, è inscrivibile all'interno di una struttura perfettamente esagonale. La Sapienza Ebraica lo ha associato all'Albero Sephirotico o Albero della Vita, la cui struttura può essere costruita a partire da questo simbolo. Nella sua forma estesa, il Fiore della Vita riveste un'importanza notevole perché viene riconosciuta nella sua struttura una matematica perfetta, con la presenza del "numero aureo" che è esotericamente considerato sacro, poiché in natura esso è presente in moltissime forme, nella materia visibile. Gli antichi architetti lo hanno inserito in ogni struttura da loro costruita, i pittori rinascimentali ne facevano invece un modello di perfezione nelle scene rappresentate con proporzioni, appunto, auree. Il fiore della vita veniva inoltre considerato, dai simbolisti, dai primi iniziati e dalle scuole misteriche quale punto di partenza per la costruzione dei solidi platonici, secondo un meccanismo che consente di passare dalla bidimensionalità alla tridimensionalità.
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